Episodi, aneddoti e battute


Riportiamo qui i ricordi che gli amici di Felix hanno voluto comunicarci.



"Quando ai concerti c'era la gente troppo distante dal palco, sbucava fuori dalla feliceria e... 'AVVICINESCION'!!!"

"L'effettistica, particolari tagli alla pallina da ping pong che non ti permettevano di rispondere, la tirava fuori nei momenti più difficili, cosa che ti faceva notare che stavi giocando alla grande!!!"
[A.M., Firenze]


Ecco il testo di un volantino diffuso dagli anarchici di Vicolo del Panico quando fu chiaro che cosa era successo.

Il tempo d'estate ti ha portato via. Il tempo che solo di fronte alla morte sembra fermarsi. Si ferma chi in quell'attimo la vede e vi si incammina affianco. Ti sei fermato e sei andato via. Via da noi che un tempo fummo definiti angeli maledetti o puri, e tu, i tuoi occhi che riflessi de1 nome Felice, felice di vivere tu anche angelo puro. Felice di rivendicare l'estraneità da una società perbenista e succube del dio denaro, dove la tua capacità di conoscere la musica sarebbe stata remunerata dandoti soddisfazioni borghesi. Ma Felice, le tue capacità erano accompagnate dalla tua volontà di sentire gli altri emozionanti, sensibili, ingordi d'incontri d'individui e non di momenti da aggiungere all'alienazione formale che nei luoghi di culto musicali copre sotterrandoli: bisogni naturali di gioco e di scontro. La tua presenza nelle nostre serate fuori delle regole di consumo del tempo e della musica e dei rapporti sociali c'era cara e non solo per le tue abilità e conoscenze, ma proprio per la tua solidarietà per le nostre motivazioni, per i nostri sogni, per la nostra aspirazione per l'affermazione di un'utopia a portata di mano. Siamo impazienti e non ci va di aspettare o dialogare. L'utopia si può. Felice, sappi che di te difficilmente ci dimenticheremo. Nelle nostre feste il tuo sorriso sornione di complicità, di reale responsabilità nel realizzare la festa schietta e gioiosa, una libido rivoluzionaria in uno spazio gestito in libertà fregandosene dei gestori della città. Con noi venivi alla conquista di un tempo e di uno spazio non catalogato dalle istituzioni, incursioni selvagge in una città bottegaia e serva che come in una sospensione o forse sorpresa di tanta nostra audacia è rimasta immobile. Ma, ricordandoti, e tu saresti sicuramente convinto, il godimento degli spazi e del tempo fuori dagli obblighi sociali, semplici contenitori di spazi tempi morti cadaveri vìvi, complementari a questa marcia società, può destare curiosità o meglio lo sconvolgimento delle menti asservite allo status quo. E noi con te, Felice, lavoriamo per la distruzione dello status quo. Nelle nostre serate, tu come noi cercavi il filo di una vita da vìvere e non da subire. Ora sei andato e questa serata sarà per te. E sarà un altro momento di quell'utopia a portata di mano.

Saluti anarchici... Felice

I compagni del Circolo di Vicolo del Panico

La prima volta che ho conosciuto Felice era l'autunno dell'82...ed era su una bicicletta di quelle da "fornaio", quelle per trasportare le robe, sul portapakki davanti c'era legato con un elastico uno stereo portabile,di quelli da rapper che "sparakkiava" a tutto volume musica dei Who...Felice pedalava in mezzo alla piazza ridendo,veniva ad offrirti musica,potente e ad alto volume; quante volte l'ho visto sulla sua robusta bicicletta,con lo stereo,viveva per la musica,la musica era tutto per lui... Amava da pazzi i Dead Kennedys,al punto di tatuarsi sul braccio l'etichetta omonima Alternative tentacles. Cominciò a offrire musica ad alto volume così,per la strada, socializzando con tutti, ma la musica lui la portava dappertutto, in tutti quei luoghi di aggregazione underground che conosceva, al MAF per esempio o all'Indiano... Dando infine il meglio di sé al CPA. Elemento di spicco del GRANDUCATO HARDCORE,immancabile a tutti i concerti punk e rock,conosciuto da tutti i musicisti rockettari italiani e stranieri, cablava, montava, smontava, organizzava concerti al cpa, e molto di più... Di una simpatia travolgente capace di ironizzare perfino sulle proprie disgrazie... Tutta firenze gli deve molto!
Io per primo.

[Frankie, Firenze]







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